Del tipo che le Seychelles non sono come vi fanno vedere nelle foto-cartolina.
Io nemmeno - nonostante il migliaio di scatti che mi son portata a casa - sono stata in grado di rendere precisamente l'idea di quello che è veramente. E quello che è veramente, è veramente veramente
sistimiliardi meglio di quello che vi vogliono far credere.
Del tipo che ci sono degli scarafaggi OGM grossi sei volte di quelli che si trovano qui.
E che, per di più, volano. Ho testato il loro peso specifico in prima persona, in quanto me ne è cascato uno sulla spalla dopo manco cinque ore che stavo lì.
Del tipo che gli autisti dei bus sono dei pazzi scatenati.
Mahè, l'isola più grossa dove stavo io, è una montagna. Levatevi dalla testa il concetto dell'isoletta piatta piatta tutta sabbia bianca e mare pacifico e beato. Tutte palle. Vabbene, la sabbia bianca c'è, il mare cristallino anche, ma solo per uno sputacchio di metri in profondità. Immaginatevi strade strettissime a doppio senso, un tornante unico, metri di strapiombo e un bus carico tipo carrozza deportati per Auschwitz che ci si lancia su e giù ai cento all'ora. Il Blue Tornado di Gardaland a questi ci fa una pippa. Il fatto è che sul Blue Tornado non ci sono altri veicoli che arrivano in senso opposto. E badate ben che sul retro hanno appiccicati adesivi con scritte del tipo:
*Speed thrills but kills* e
*Safe drive, stay alive*. Fortuna al cazzo, dico io.
Del tipo anche che ti fai un'ora e mezza di camminata su un sentiero - che si alterna fra giungla impervia e superficie su cui poggiare i piedi larga una spanna fatta di sassi appuntiti, sul cui lato sinistro c'è parete rocciosa e sul cui lato destro c'è uno strapiombo di N metri sull'oceano - per giungere in una splendida spiaggetta
verginella, fare due metri e pestare una merda a piedi scalzi. Sì, avete capito bene. Una merda in una spiaggia dimenticata dal mondo e da iddìo. E io l'ho pestata.
Del tipo che sono tornata a casa con una ventina di punture di zanzare sparse fra gambe e schiena.
Che poi non sono neanche stata così sicura di tornare a casa, a volerla dire tutta, grazie agli scioperi Alitalia e a quel fantastico aereo su cui ci hanno imbarcato dopo tutta la trafila che rispondeva al nome di *ali rattoppate e un motore spento*. A stare a sentire loro ancora a Fiumicino dovevo stare. O tutt'al più schiantata-carbonizzata su un fazzoletto di terra italiana random.
Comunque sia.
- Fare il bagno ad Anse Intendance con le onde alte due metri che se non stai attento ti sbattono a riva senza darti il tempo di porti troppe domande - e il naso della Mangela questo se lo ricorderà bene visto che, a causa di suddette onde, s'è quasi bell'e spaccato;
- Impanarsi tipo cotoletta nella sabbia bianca e borotalcosa di Takamaka;
- Spararsi una grigliata di pesce sulla spiaggia guardando da lontano il temporale su Mahè, mentre tu ancora sei sotto al sole;
- Lanciarsi da una barchetta in mezzo all'oceano e farsi circondare da tonnellate di pesciolini colorati (che tentano anche di mangiarti scambiandoti per un tozzo di pane, ma tant'è);
- Farsi friggere la pelle dal sole mentre si cammina per Victoria;
- Giocare a Taboo con Fausto;
- Districarsi con la giusta nonscialàns fra i Mister Trentacinque e i Mister Accendino;
- Perdersi via a guardare i gechi sul soffitto;
- Riuscire a vedersi i piedi anche nell'acqua alta
sono all'incirca un migliaio di euro.
Senza Mastercard però, perchè non ce l'ho.
Rispondere alla domanda dello steward: "Can I serve you something to drink?"
con: "Yes, please... errr... an orange
JEWISH"
non ha prezzo.